Questo articolo è un ‘Tetralogo’, un dibattito virtuale in cui quattro persone diverse, tutte immaginarie, dialogano su un argomento ben preciso, in questo caso sul Ponte sullo Stretto. Ogni interlocutore è identificato da una lettera. La scelta delle lettere ‘A’, ‘C’, ‘G’ e ‘T’ per denotarli è ispirata alle quattro basi azotate che formano il DNA.

T: “Finalmente un governo che decide e che prende le decisioni giuste! Sono decenni che non si è fatto altro che sprecare fiumi di soldi per non arrivare a nulla. Ora si fa sul serio, anche l’Italia avrà il suo fiore all’occhiello, sarà l’ottava meraviglia del mondo! E finalmente le nostre migliori menti e le nostre migliori imprese potranno realizzare qualcosa di unico in territorio italiano. Non sarà più necessario arrivare fino ad Istanbul per ammirare le opere degli italiani.”
C: “Se posso essere sincero io ho qualche dubbio in più sulla fattibilità tecnica di un progetto così ambizioso, sicuramente ci sono rischi enormi. Ma non è certamente perché gli italiani non sarebbero in grado di progettarlo e di costruirlo che il ponte non è stato fatto finora. È semplicemente perché non è l’investimento giusto! Certo che ci sarebbe un bel ritorno di immagine per tutta l’Italia se si riuscisse a realizzarlo nei tempi e nei costi previsti. Ma sarebbe ugualmente devastante se si sprecassero ancora più soldi senza risolvere nessuno dei problemi del nostro Meridione. E magari scoprendo problemi tecnici che non erano stato minimamente previsti. Io vedo il rischio che un’opera così diventi un pozzo senza fondo, destinato a rendere irrealizzabile qualunque altro investimento.”
G: “Esattamente! Prima o poi qualcuno rifarà i conti e scoprirà che tutti quei soldi possono essere spesi meglio, molto meglio. Qualcuno mi sa mostrare un’analisi costi-benefici che sia credibile e che giustifichi un investimento così importante? Ovviamente no, semplicemente perché non esiste! Tantomeno esiste un’analisi comparativa dei rischi e benefici di vari possibili investimenti di questo livello. In base a cosa si è deciso di costruire il ponte piuttosto che altre infrastrutture di pubblica utilità? Penso alla rete ferroviaria ma anche alla raccolta e distribuzione dell’acqua. Non bisogna aspettare il 2032 per capire che questo sarà il problema numero uno del nostro Meridione. In due parole posso dire che il ponte a tutto serve fuorché a favorire l’economia siciliana e calabrese. Anzi, mi correggo, il ponte serve ad una sola cosa, ad ingrossare le casse della criminalità organizzata.”
A: “Allora smettiamola di spendere anche un solo euro di denaro pubblico perché altrimenti c’è il rischio che finisca nelle tasche dei criminali di turno… invece è proprio là dove c’è più disagio sociale che bisogna intervenire con investimenti strategici per il futuro. Più investimenti significa più ricchezza, e quindi meno disagio sociale e meno criminalità! E non capisco neppure chi sostiene che bisognerebbe risolvere tutte le carenze infrastrutturali del Sud prima di poter pensare a costruire il ponte. Io sono convinta che un investimento così importante riuscirà ad aprire le porte anche ad altri investimenti altrettanto importanti e utili. E poi, da qualche parte bisogna pur cominciare, l’immobilismo non aiuta.”
C: “Il problema è che questo governo vuole cominciare dalla parte sbagliata! Sapete quanto impiega oggi un treno per andare da Napoli a Palermo? Impiega almeno nove ore, più di un traghetto… E di queste nove ore neppure due verrebbero annullate dalla costruzione del ponte! Allora io pongo una questione molto semplice: non sarebbe più logico cominciare dalle rimanenti sette ore? Ridurre i tempi di percorrenza tra Napoli e Reggio Calabria e quelli tra Messina e Palermo, questo sì porterebbe benefici a tutti, e non solo a chi attraversa lo Stretto.”
T: “Difatti sono pianificati anche lavori sulla rete ferroviaria collegata al ponte. Tra l’altro quelli previsti in Sicilia sono già partiti. E vorrei anche chiedere, ma se era così ovvio dove e come investire, perché i governi precedenti non lo hanno fatto? Non è certo questo il primo governo che si pone l’obiettivo di migliorare le infrastrutture dei trasporti al Sud. Eppure, di tutte queste grandi opere che avete in mente non ne è stata realizzata neppure una, come si spiega? Io una risposta ce l’ho: perché la sinistra non fa altro che dire no, per voi ci sono sempre ottimi motivi per non fare nulla e mai abbastanza per realizzare qualcosa di concreto e di utile.”
G: “È certamente preferibile non fare nulla piuttosto che fare la cosa sbagliata. L’Italia di tutto ha bisogno fuorché di un’altra cattedrale nel deserto. Dite che risolverebbe il problema dei pendolari tra Reggio e Messina. Bene. Sapete quanti sono gli studenti e i lavoratori pendolari in Italia? Decine di milioni! E sapete quanti sono i pendolari sullo Stretto! Qualche migliaio. Personalmente comincerei dai milioni, non dalle migliaia…”
C: “Anch’io vorrei capire meglio a chi servirà davvero il ponte. I turisti che arrivano in Sicilia con la macchina risparmierebbero meno di un’ora, a fronte di tantissime ore di viaggio che comunque dovrebbero affrontare. Le merci partono e arrivano in Sicilia prevalentemente via mare e da regioni lontane, non certo dalla Calabria. Voglio dire che il ponte avrebbe una sua logica se congiungesse due aree tra cui c’è un traffico ‘locale’ molto intenso. Ma non mi sembra proprio che sia così tra Messina e Reggio Calabria. Quindi bisogna affrontare il problema del trasporto di lungo raggio nel suo complesso, e non concentrare tutte le risorse sul ponte.“
A: “Mi permetto di ricordare che tutto questo è stato analizzato e studiato da decenni. Ora basta! Fattibilità, costi, impatto ambientale, rischi, e quant’altro. Si è finalmente arrivati ad una conclusione che, credo, rappresenti una bellissima opportunità per tutta l’Italia e per il nostro Meridione in particolare. Cerchiamo di non gettare tutto alle ortiche per i soliti interessi di parte. O peggio ancora per motivazioni puramente ideologiche. Confesso che mi sento male quando vedo le meraviglie che sono state realizzate in Cina negli ultimi decenni. Io credo che il ponte sullo Stretto rappresenti un’opportunità unica per il nostro paese, possiamo e dobbiamo dimostrare che sappiamo ancora incantare il mondo. Mi auguro davvero che questa volta non la sprecheremo.”
E tu, come la pensi? Con quale dei nostri interlocutori virtuali ti identifichi di più? O pensi che abbiano ragione un po’ tutti?
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