Una feroce e irresistibile saga familiare sul denaro, sul privilegio e sui traumi ereditati: perché la ricchezza può garantire tutto, tranne la sensazione di essere davvero al sicuro.

La prima volta che ho sentito parlare di “Long Island Compromise” è stato quando ho digitato su ChatGPT: “Qual è un libro simile a “Crossroads” di Jonathan Franzen, con uno stile alla Philip Roth, ma con personaggi femminili meno maltrattati?”. Uno dei primi risultati è stato proprio “Long Island Compromise”, pubblicato nel 2024.

Prima di iniziare un nuovo libro – e, meglio ancora, di scoprire un nuovo autore, con la prospettiva di un intero catalogo di sue opere da esplorare – cerco sempre di capire chi sia l’autore e faccio ogni possibile ricerca per esplorarne la biografia, i gusti letterari, la formazione. Taffy Brodesser-Akner è stata giornalista e scrittrice per GQ e più recentemente columnist per il New York Times, famosa per la sua rubrica in cui traccia profili di personaggi famosi. Ne ho letti alcuni, dopo aver superato qualche fastidiosa barriera di carattere economico per accedervi…  tra tutti, una lettura gradevolissima è stato quello che Brodesser-Akner ha redatto su Gwyneth Paltrow per il New York Times: mi sono trovata a ridere di gusto da sola, perchè Taffy Brodesser-Akner è stata capace di fare una critica elegante e pungente al mondo del wellness “per ricchi”, all’ossessione contemporanea per la perfezione estetica e il benessere fisico e non solo, con uno humor sarcastico e leggero allo stesso tempo, riuscendo a farci odiare “simpaticamente” Gwyneth quel tanto che basta per ricordarci che lei, a differenza nostra è troppo perfetta e, di conseguenza, poco reale.

Dopo aver letto quanto più potevo su Taffy Brodesser-Akner, ritenevo di aver fatto sufficientemente i compiti a casa per potermi concedere questo nuovo banchetto letterario. La prima cosa che ho pensato iniziando a leggere “Long Island compromise” è che descriverei lo stile di Taffy Brodesser-Akner attiguo a quello degli autori del “Grande Romanzo Americano” moderno, a cui si aggiunge il punto di vista originale dato dall’esperienza femminile, senza però mai diventare banale o artificiale.

La storia di questo romanzo segue tre generazioni dei Fletcher, una famiglia ebrea la cui immensa ricchezza ha origine grazie al nonno Isaac Fletcher, che divenne ricco inventando e brevettando una valvola di sicurezza industriale per impianti energetici, dopo essere fuggito dalla Germania nazista su una nave diretta in America. Nel libro, seguiamo gli eventi che riguardano questa grande famiglia, ormai parte integrante della facoltosa comunità ebraica di Long Island, partendo dal 1980, quando Carl Fletcher, viene rapito davanti a casa, tenuto prigioniero e maltrattato per alcuni giorni, finché la famiglia paga il riscatto e lui viene liberato. Apparentemente tutto torna alla normalità: Carl riprende la sua vita, l’azienda prospera e la famiglia continua a vivere nel benessere. Ma l’apparenza non rappresenta la realtà: infatti, il rapimento diventerà una sorta di trauma sotterraneo, mai veramente elaborato. I protagonisti principali della storia, i tre figli di Carl, ci trascineranno durante tutto il romanzo nell’esplorazione dei traumi generazionali legati a quell’evento. Quarant’anni dopo, nei primi anni del 2020, i figli di Carl sono ormai adulti e ciascuno di loro manifesta a modo proprio le conseguenze disfunzionali dell’incubo familiare vissuto dal padre:

• Beamer, sceneggiatore di talento mediocre a Hollywood, dopo qualche film moderatamente di successo – tutti su vari rapimenti – affronta un periodo di crisi creativa e abuso di sostanze, tentando di scrivere…l’ennesimo film su un rapimento;

 • Nathan, ipocondriaco e avvocato specializzato in diritto fondiario, è il genere di uomo che fa un’assicurazione per il giorno in cui potrebbe perdere la sua assicurazione;

 • Jenny, la più giovane e brillante, disprezza la ricchezza ereditaria e non trova mai abbastanza modi per donare il suo denaro.

I Fletcher si scontrano presto con il vecchio dilemma della ricchezza generazionale: la prima generazione costruisce la casa, la seconda ci vive, la terza la brucia. Il punto di svolta della storia arriva quando scoprono che la loro immensa sicurezza economica potrebbe essere molto meno solida di quanto abbiano sempre creduto. Da quel momento il romanzo diventa una feroce commedia sul denaro, sull’eredità, sul privilegio e soprattutto sulla paura di perdere tutto. Il compromesso del titolo si scoprirà con lo svolgersi del romanzo e con la consapevolezza dei protagonisti che il denaro può comprare la sicurezza materiale, ma non la sensazione di essere al sicuro.

Posso solo dire che ho divorato questo libro, e che mi preparo sicuramente a leggere l’altro romanzo che Taffy Brodesser-Akner ha scritto, “Fleishman a pezzi”, da cui è stata tratta anche una serie di Disney-Hulu. Con “Long Island Compromise” riderete davvero tanto, vi commuoverete, ma soprattutto vi godrete il viaggio.

Iscrizione Newsletter

Iscriviti subito alla nostra Newsletter per rimanere sempre informato!


Leave a Reply