Questo articolo è un ‘Tetralogo’, un dibattito virtuale in cui quattro persone diverse, tutte immaginarie, dialogano su un argomento ben preciso, in questo caso sui cambiamenti climatici in corso.
Ogni interlocutore è identificato da una lettera. La scelta delle lettere ‘A’, ‘C’, ‘G’ e ‘T’ che li denotano è ispirata alle quattro basi azotate che formano il DNA.
C: “Non capisco cos’altro debba ancora succedere perché il problema del cambiamento climatico nel nostro Paese venga finalmente affrontato con oggettività e senso di responsabilità da parte di tutti. È evidente che le politiche di difesa dell’ambiente e di investimenti infrastrutturali si materializzano nell’arco di tantissimi anni, addirittura decenni, per cui siamo tutti chiamati a ragionare pensando ai benefici e ai rischi per i nostri cittadini, non ad altro. E, soprattutto, mettendo da parte per una volta i populismi e le tentazioni demagogiche. Io osservo semplicemente che il Mediterraneo, e quindi l’Italia, è tra le aree geografiche in cui il riscaldamento globale sta avendo gli effetti più marcati, sia in termini di aumento della temperatura media sia, e soprattutto, in termini di cambiamenti climatici e del conseguente impatto ambientale. È vero che il riscaldamento globale è, appunto, un fenomeno globale, su scala planetaria, che non possiamo certamente risolvere da soli. Ma è altrettanto vero che le conseguenze sul nostro clima sono oramai talmente radicali che non c’è più tempo da perdere: dobbiamo assolutamente cominciare ad intervenire in modo strutturale sul nostro territorio. Altrimenti le conseguenze sulla qualità della vita, e anche sul benessere economico dei nostri cittadini, saranno ancora più drammatiche.”
A: “Io non sono certo una negazionista, è oggettivo che il nostro clima stia cambiando. Basti guardare le condizioni in cui versa il nostro povero Po, è davvero una sofferenza vederlo così. Ma francamente non so se il nostro governo avrebbe potuto fare molto di più per evitare tutto questo. I fenomeni climatici che interessano il nostro Paese sono sicuramente il risultato di fattori che agiscono su una scala molto più grande delle nostre capacità di intervento. Detto questo, è evidente che oramai è giunto il momento di riflettere su cosa fare per mitigarne le conseguenze. Quelle sulla salute dei nostri cittadini, sicuramente, ma penso anche a quelle sulle attività economiche, a partire dall’agricoltura. Conseguenze che oramai hanno raggiunto un livello tale da non poter essere più ignorate. I danni stimati solo in Italia, solo nell’agricoltura e solo quest’anno si misurano nell’ordine di miliardi. Prendiamone atto con serenità, per convincerci che dobbiamo davvero fare qualcosa. E al più presto!”
G: “Cosa avrebbe dovuto fare di più il nostro governo? Ve lo dico io. Innanzitutto, avrebbe dovuto smetterla di negare il problema e minimizzare la drammaticità della situazione. Non si può continuare a strizzare l’occhio ai negazionisti, invece di affrontare di petto il problema e concentrare tutte le risorse disponibili in interventi strutturali. Tutta la comunità scientifica internazionale oramai conviene sul fatto che il riscaldamento globale stia accelerando sempre più. E non c’è più nessun dubbio alcuno neppure sulle sue cause: la colpa è nostra, siamo noi uomini che lo stiamo causando! Solo le destre populiste di tutto il mondo continuano a negare l’evidenza scientifica. E anche l’evidenza oggettiva dei fatti, a questo punto. E non lo dico perché questi ultimi mesi sono stati i più caldi di sempre. I cambiamenti climatici si misurano nell’arco di decenni e gli istituti preposti hanno accertato ‘al di là di ogni ragionevole dubbio’ che il clima del nostro Paese, oramai, è cambiato radicalmente. E non in meglio!”
T: “Ma quante storie per qualche ondata di caldo in più del solito! Ci stiamo tropicalizzando? Bene, vorrà dire che ci adatteremo al clima tropicale, cos’altro possiamo fare? E poi non è affatto vero che il riscaldamento globale è di origine antropica. La temperatura del nostro pianeta è sempre cambiata anche nei millenni passati, né più né meno. Magari siamo costretti a spendere un po`di più per l’aria condizionata d’estate, ma, se davvero il Mediterraneo si sta surriscaldando, allora vorrà dire che poi ci rifaremo risparmiando sul riscaldamento d’inverno… non tutti i mali vengono per nuocere. Io dico basta a questo catastrofismo da ‘Piove, governo ladro!’. Vi do una notizia: questo governo non c’entra proprio nulla con il caldo di questi mesi. E gli italiani non si lasceranno certo ingannare da chi vuole farlo credere ad ogni costo.”
C: “Ecco, questo tuo intervento ci dice tutto sulle responsabilità e la irresponsabilità di questo governo di irresponsabili. Ve la do io una notizia: gli italiani non ne possono più di una maggioranza negazionista, che non fa nulla di nulla per fronteggiare quella che oramai si prefigura come una vera e propria emergenza nazionale, e non solo. Andatelo a dire agli agricoltori della Pianura Padana che quest’inverno magari risparmieremo sul riscaldamento! Sapete quanti dei quasi 200 miliardi a disposizione del PNRR sono stati spesi per il potenziamento delle infrastrutture idriche? Uno! Uno dei 194 disponibili! Meno del danno economico causato dalla siccità e dal caldo, solo quest’anno e solo sul comparto agricolo, come è già stato detto. Questo governo si porterà sulle spalle la colpa storica di aver gettato alle ortiche l’ultima opportunità di affrontare con investimenti adeguati i grandi problemi strutturali del nostro Paese. Penso alla crisi idrica, al dissesto idrogeologico, all’approvvigionamento e al consumo energetico, all’elettrizzazione dei sistemi di trasporto. Diciamolo, tutto quello che aveva a che fare con la transizione energetica e con politiche di difesa ambientale è stato sacrificato sull’altare della demagogia e del populismo. I fondi del PNRR sono stati dispersi in mille rivoli di cui, francamente, non si vede alcun beneficio. Ma c’è ancora qualcosa che vorrei aggiungere a proposito di cambiamenti climatici: il riscaldamento dell’aria sta già avendo e continuerà ad avere conseguenze drammatiche sulle precipitazioni piovose. È scritto nelle leggi della fisica. Andremo sempre più incontro a lunghissimi periodi di siccità, interrotti solamente da fenomeni atmosferici violenti. La pioggia verrà giù tutta insieme, e il terreno non sarà in grado di assorbirla. Ed è proprio questa combinazione di siccità e bombe d’acqua che ha ridotto i nostri fiumi nelle condizioni in cui versano. E allora bisognerebbe realizzare opere adeguate, centinaia e centinaia di invasi, ad esempio, per raccogliere l’acqua quando c’è, e non lasciarla scorrere via in ondate di piena che portano solo devastazione. Ma non sarà certo questo governo a fare opere di questo genere. È troppo occupato a cercare consenso per le prossime elezioni per fare qualcosa di veramente utile per il futuro dei nostri cittadini.”
G: “Vorrei dire qualcosa anch’io per contrastare l’idea che non si possa fare nulla contro il cambiamento climatico. Innanzitutto, si può agire sulle cause, a partire dalle emissioni di gas serra. L’Europa e l’Italia devono essere in prima linea nel ridurre l’uso di combustibili fossili, che tra l’altro ci aiuterebbe anche a ridurre la dipendenza energetica dall’estero. Scusate, ma non sarebbe proprio questo il modo migliore per mitigare l’impatto devastante sulla nostra economia che le instabilità geopolitiche di questi anni stanno avendo? E poi ci sono anche tantissime misure che si potrebbero prendere per contrastare le conseguenze dei cambiamenti climatici. Prendiamo esempio da quanto è stato fatto nelle principali città spagnole, a partire dalle zone d’ombra naturale (alberi, sì, hanno piantato alberi un po’ dappertutto!). Ma c’è qualcos’altro che mi preme davvero dire: avete forse sentito una sola parola spesa dai nostri governanti a favore di quelle classi di lavoratori e di lavoratrici costretti a buttare il sangue sotto il sole cocente, mentre loro (i nostri governanti) se ne stanno comodamente al fresco dell’aria condizionata? Avete avuto notizia di qualcuno che si sia preoccupato di prendere un qualche provvedimento che impedisca di mettere a rischio la salute dei lavoratori in condizioni di caldo estremo? Chi vuoi che si preoccupi di qualche decina di migliaia di poveri lavoratori, costretti a lavorare nelle nostre campagne infuocate, tra l’altro per pochi euro l’ora, e senza neppure il refrigerio di un po’ d’acqua fresca? Certamente non questo governo di incompetenti e di irresponsabili.”
T: “Scusate ma quello che voi chiamate negazionismo altro non è che la risposta più naturale alla vostra stucchevole retorica ambientalista. Una volta Andreotti disse che, guerre puniche a parte, i suoi avversari politici erano riusciti ad accusarlo di tutto! Ecco, voi siete esattamente così, oramai ci mancano solo i terremoti, per il resto siete riusciti ad additare questo governo come il responsabile unico di tutti i disastri naturali che hanno devastato l’Italia in questi ultimi anni. Salvo poi cambiare idea ogni volta che quei disastri succedono nelle (oramai poche…) regioni governate dal centro-sinistra… Vi do un’altra notizia: se c’è qualcuno che affronta questi problemi in modo ideologico e strumentale, beh, quelli siete proprio voi, cari compagni ambientalisti, non noi!”
A: “Certo che c’è troppa ideologia e troppa poca oggettività. Ma su entrambi i fronti! Negare l’evidenza non aiuta, così come non aiuta continuare a cavalcare ogni disastro naturale per accusare il governo di scarsa sensibilità nei confronti della sostenibilità ambientale. Detto questo, vorrei ribadire che è sicuramente necessario prendere atto della gravità della situazione e affrontarla con politiche di lungo periodo. Bisogna puntare sulla prevenzione, per evitare di dover dissipare tutte le risorse disponibili nel fronteggiare le emergenze di turno. Bisogna ammettere che, su questo fronte, siamo fortemente in ritardo. E io temo che, dopo un’estate in cui abbiamo visto i nostri fiumi e i nostri laghi svuotarsi come mai prima, tra qualche mese ci ritroveremo a dover fronteggiare le solite esondazioni; e chissà quale altro disastro dovuto alle bombe d’acqua. E magari ci sarà qualcuno che dirà che di acqua ce ne è persino troppa, non troppo poca! Lo dico da sostenitrice di questo governo: basta continuare a minimizzare il problema! L’Europa tutta, e i Paesi nell’area del Mediterraneo in particolare, sono chiamati a fronteggiare al più presto gli effetti dei cambiamenti climatici purtroppo già in corso, le cui conseguenze sono oramai davanti agli occhi di tutti. Non solo i danni ambientali, non solo i danni alla salute dei cittadini, non solo i danni alla nostra qualità della vita, persino i danni economici non sono più tollerabili. È stato stimato che solo quest’anno in Europa siano stati persi quasi 200 miliardi di euro in riduzioni delle attività produttive e in spese per le emergenze varie. Non possiamo più permetterci di temporeggiare. Ma sono sincera: temo proprio che basterà qualche settimana di tregua da questa canicola senza precedenti per farci dimenticare nuovamente il problema. Anzi, per convincerci che non esiste.”
E tu, come la pensi? Con quale dei nostri interlocutori virtuali ti identifichi di più? O pensi che abbiano ragione un po’ tutti?
Iscrizione Newsletter
Iscriviti subito alla nostra Newsletter per rimanere sempre informato!


Leave a Reply
You must be logged in to post a comment.