Una breve testimonianza personale che ci parla del ruolo che Emma Bonino ha avuto nella storia della Repubblica italiana.
Ero un ragazzo imberbe quando sentii pronunciare il nome di Emma Bonino per la prima volta. Eravamo a metà degli anni ’70 e certamente il giudizio che circolava su di lei, soprattutto nelle famiglie di fede e tradizione cattolica come la mia, era tutt’altro che clemente. All’epoca Emma Bonino era alla guida di una organizzazione che aiutava le giovani donne che volevano far ricorso all’aborto (clandestino) a farlo in condizioni di sicurezza sanitaria. Si autodenunciò e finì in galera per questo.
Emma Bonino ci ha insegnato che la disobbedienza civile può essere, se non giusta, almeno giustificata. Anche se contraria alle leggi vigenti. Del resto, senza una qualche forma di disobbedienza civile, personaggi come il Mahatma Gandhi, Rosa Parks o Martin Luther King non sarebbero mai esistiti! E neppure il nostro Paese sarebbe mai diventato tale se i nostri eroi risorgimentali non si fossero ribellati contro le regole in vigore all’epoca…!
Personalmente non ho cambiato idea sull’aborto, come atto in sé. Sono tormentato dai dubbi oggi come allora. Ma ho cambiato idea su Emma Bonino, questo senza dubbio alcuno. Ora la considero una grandissima protagonista della storia politica italiana, una vera paladina dei diritti di tutti, non solo di chi quei diritti già li ha. Una leader lontana anni luce dal populismo e dalla demagogia che purtroppo regnano sovrani nella classe politica e nel dibattito politico attuali. Una vera combattente che, però, mai ha ceduto alla tentazione di trasformare la divergenza di opinioni in tentativi di delegittimazione personale e politica degli avversari. Sarebbe stata un’ottima Presidente della Repubblica italiana, peccato!
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