
Promesse sociali senza coperture definite, veti sull’Ucraina e un programma dichiarato «non negoziabile»: Conte mette alla prova il centrosinistra. Ma per costruire un’alternativa di governo servono conti credibili, una politica estera condivisa e la disponibilità al compromesso. Il voto degli iscritti non basta a trasformare le richieste di un partito nel progetto di una coalizione.
A Cassano d’Adda, dopo il maggio del ’49, i vicini lo vedevano palleggiare da solo contro il muro per ore. Basta partire da questo ricordo per capire chi fosse davvero Sandro Mazzola.
Dagli attacchi del ministro della Salute americano alle critiche di Lucio Malan contro Roberto Burioni, l’antiscienza diventa una piattaforma elettorale: una nuova caccia all’untore che getta discredito su ricercatori e competenze pur di riuscire a conquistare il consenso dei no-vax.
Tra Hormuz e Bab el-Mandeb, l’Iran stringe il commercio mondiale in una tenaglia energetica. Mentre Trump evita un nuovo fronte nello Yemen e gli Stati Uniti possono beneficiare del petrolio più caro, l’Europa rischia di pagare il conto in bollette, inflazione e minore crescita.
La vittoria di James Talarico alle primarie democratiche del Texas indica una possibile crepa nel trumpismo: un populismo economico, lontano dall’identitarismo woke e centrato sulle difficoltà della classe lavoratrice, prova a trasformare la delusione degli elettori MAGA in un’alternativa politica.
La corsa alla Superintelligenza solleva interrogativi sul lavoro, sulla sicurezza e sulla capacità umana di conservarne il controllo. Ma accanto al timore di macchine che si ribellino ai loro creatori, c’è un rischio ancora più concreto: che siano gli uomini a usarle per distruggersi a vicenda.
I funerali quasi di Stato riservati in Serbia a Ratko Mladić mostrano come il nazionalismo possa trasformare un criminale in eroe e la religione in strumento di assoluzione collettiva. Quando la fede viene asservita all’identità nazionale, persino la croce rischia di diventare il simbolo dei carnefici anziché delle loro vittime.
Dieci giorni prima del 7 ottobre, il presidente degli Emirati Arabi Uniti avrebbe avvertito Netanyahu che Hamas stava preparando una grande operazione. Se confermata, la rivelazione non cancellerebbe le responsabilità dell’intelligence, ma renderebbe ancora più urgente capire che cosa sapesse il premier e perché non abbia allertato i vertici della sicurezza.
La vittoria storica dell’AfD in Sassonia-Anhalt non nasce all’improvviso: affonda le radici nelle diseguaglianze, nella frattura mai ricomposta tra Est e Ovest e nell’impoverimento delle classi medie. Un inquietante avvertimento per l’Europa alla vigilia delle decisive sfide elettorali del 2027.
Trump tratta l’interdipendenza come uno strumento di subordinazione, Carney trasforma la sovranità canadese in una linea rossa e Bruxelles scopre che Ottawa potrebbe diventare il laboratorio di un Occidente meno dipendente dalla Casa Bianca.