
Viviamo una fase particolarmente complessa della politica internazionale. Dopo oltre quattro anni di guerra tra Russia e Ucraina, l’Europa affronta equilibri sempre più incerti, con la crescita delle destre estreme e il rischio di nuove interferenze russe nei sistemi democratici e dell’informazione. Ne parliamo con il giornalista e scrittore Marco Setaccioli, appena rientrato dall’ennesimo viaggio…
La vittoria storica dell’AfD in Sassonia-Anhalt non nasce all’improvviso: affonda le radici nelle diseguaglianze, nella frattura mai ricomposta tra Est e Ovest e nell’impoverimento delle classi medie. Un inquietante avvertimento per l’Europa alla vigilia delle decisive sfide elettorali del 2027.
L’Islanda non ha voltato le spalle all’Europa, ma ha rifiutato di compiere un nuovo passo verso l’Unione. Un segnale che Bruxelles non può minimizzare: come avverte Sandro Gozi, per tornare convincente l’UE deve dimostrare di sapersi riformare e offrire non soltanto vantaggi economici, ma un progetto politico capace di suscitare fiducia e appartenenza.
Trump tratta l’interdipendenza come uno strumento di subordinazione, Carney trasforma la sovranità canadese in una linea rossa e Bruxelles scopre che Ottawa potrebbe diventare il laboratorio di un Occidente meno dipendente dalla Casa Bianca.
Undici governi chiedono di superare l’unanimità in politica estera, mentre l’Italia resta alla finestra. Per diventare una vera potenza geopolitica, l’Europa deve liberarsi dal ricatto dei veti: la parabola della Confederazione polacco-lituana ricorda quanto possa costare trasformare la tutela del pluralismo nella paralisi di tutti.
Questo è il nostro primo numero del ‘nuovo corso’, nel senso che rappresenta una sorta di raccolta di tutti gli articoli che abbiamo pubblicato nel mese scorso. Siamo sicuri che ne trovi qualcuno che non hai ancora avuto tempo di leggere. E anche qualcosa di inedito, come le soluzioni delle Frasi bisenso del nostro numero…
Tra sicurezza e diritti fondamentali, il decreto del governo Meloni ha aperto un confronto che va ben oltre l’Italia: fino a dove possono spingersi le forze di polizia nell’uso dell’intelligenza artificiale senza trasformare uno strumento investigativo in sorveglianza di massa?
Da Ceuta a Roma, Madrid e Berlino, la crisi migratoria innesca una catena di controlli e ritorsioni che riporta le frontiere dentro l’Europa. L’avvertimento di Sandro Gozi diventa attualità: quando l’immigrazione torna a essere una somma di risposte nazionali, la solidarietà si dissolve e Schengen diventa la prima vittima.