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Hormuz, la strettoia del mondo: potere, guerra e l’illusione del ricatto globale, il vero potere è nella percezione
Tra pressione strategica e fragilità globale, le scelte di Trump e Netanyahu hanno finito per rafforzare la leva indiretta dell’Iran: non il nucleare, ma il controllo percepito dei flussi energetici, una partita di percezioni che scarica i costi sul resto del mondo. C’è sempre, in ogni fase storica, un luogo che diventa simbolo di un equilibrio fragile. Oggi quel luogo è lo Stretto di Hormuz: pochi chilometri d’acqua attraverso cui passa una quota decisiva dell’energia mondiale. Basta evocarlo perché riaffiori una sensazione diffusa, quasi istintiva: quella di un mondo esposto, vulnerabile, potenzialmente ostaggio di tensioni che si consumano altrove.…
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Le missioni lunari
L’ultima volta in cui l’uomo riuscì ad andare sulla Luna risale ormai al 13 dicembre 1972. Dopo cinquantaquattro anni, la Missione Artemis II della NASA in collaborazione anche con l’Agenzia Spaziale Europea, ha riacceso il sogno delle esplorazioni spaziali umane, preparando con successo, il ritorno dell’uomo sulla Luna nel 2028. In cosa consiste l’eccezionalità di Artemis, quali saranno le tappe future e quali saranno le nostre prospettive di conquista dello spazio, lo chiederemo a Mauro Pecchioli, per 40 anni ingegnere dell’Agenzia Spaziale Europea, scrittore e collaboratore del Minotauro Riformista.
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La tregua che conviene: guerra congelata, profitti in crescita
Mentre Stati Uniti e Iran fermano l’escalation solo sul piano formale, Washington rafforza la sua centralità energetica globale. Dietro la pausa diplomatica, la logica di Trump trasforma la crisi in leva economica, lasciando intatte le tensioni nei teatri indiretti. La tregua di 15 giorni tra Stati Uniti e Iran nasce come una soluzione d’emergenza: fermare l’escalation e aprire uno spazio negoziale. Fin dall’inizio, però, si è configurata come un accordo incompleto, segnato da obiettivi diversi tra i principali attori coinvolti. È proprio questa divergenza, più che le singole violazioni, a metterne in dubbio la tenuta. In questo quadro, mentre…
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16 anni senza giocare un mondiale
L’umiliazione del calcio italiano e il naufragio di una civiltà sportiva. Non è più una crisi ma una resa culturale: il fallimento della Nazionale racconta un sistema che ha smesso di credere nel proprio talento, trasformando un’eredità gloriosa in un’abitudine alla mediocrità Sembrava impossibile fare peggio, eppure la nazionale italiana di calcio ce l’ha fatta: non contenti di aver fallito la qualificazione ai Campionati Mondiali di Calcio per dodici anni, i nostri eroi hanno voluto regalarci altri quattro anni di carestia, perdendo la partita dell’ultima spiaggia con la Bosnia, squadra non imbattibile. C’è un momento, nella storia di ogni declino,…
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La guerra dei molti fronti: Netanyahu e il nuovo incendio del Medio Oriente
Dalla Striscia di Gaza all’Iran, passando per Libano, Siria e Mar Rosso: l’escalation militare israeliana si intreccia con la rivalità tra sunniti e sciiti e con la fragile architettura degli Accordi di Abramo, ridisegnando gli equilibri geopolitici della regione e sollevando interrogativi sulle vere strategie del governo di Benjamin Netanyahu. Negli ultimi anni il Medio Oriente è tornato a essere una polveriera. Gaza, Libano, Siria, Iran, Yemen: la sensazione diffusa è che Israele stia combattendo una guerra su più fronti contemporaneamente. Ma questa espansione del conflitto non è semplicemente il risultato di eventi isolati. È il prodotto di una…
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Iran, Israele e USA: sicurezza strategica e interessi personali in una guerra che cambia gli equilibri
Tra sicurezza nazionale, equilibri energetici e leadership sotto pressione giudiziaria, l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran apre una crisi che intreccia strategia geopolitica e interessi politici personali, con conseguenze potenzialmente globali. L’attacco congiunto degli Stati Uniti d’America e di Israele contro l’Iran segna uno dei passaggi più delicati degli ultimi anni in Medio Oriente. Le esplosioni a Teheran, l’immediata risposta iraniana e l’allarme nelle capitali occidentali indicano che non si tratta di un episodio isolato, ma di un potenziale punto di svolta regionale. Le ragioni strategiche dichiarate sono solide e affondano in tensioni di lungo periodo:…
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Olimpiadi invernali Milano-Cortina: viva l’Italia più vincente di sempre che sa conquistare la stima del mondo
L’Italia che sogna in grande e si presenta al mondo con orgoglio e ambizione Un Paese che vince, innova e sa fare squadra C’è un detto che i tedeschi ripetono sempre per descrivere la loro relazione con l’Italia: “I tedeschi amano gli italiani, ma non li stimano; gli italiani stimano i tedeschi, ma non li amano”. Dopo il successo delle Olimpiadi invernali di Milano – Cortina 2026 non abbiamo dubbi che anche il più ostinato dei pregiudizi contro il nostro Paese non troverà più alcuna ragion d’essere. Purtroppo, a volte siamo anche abituati a farci del male da soli.…
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Navalny e la politica dell’eliminazione: il potere di Putin e la normalizzazione della paura
Veleni, incidenti sospetti e repressione: come il Cremlino neutralizza i suoi nemici La morte di Alexei Navalny non è un fulmine a ciel sereno, ma l’ultimo capitolo di una storia lunga e inquietante: quella del potere costruito sulla paura, sulla repressione e su una catena di morti sospette che accompagnano l’era di Vladimir Putin. Le recenti accuse di alcuni governi europei, secondo cui Navalny sarebbe stato ucciso con un veleno sofisticato, forse derivato da tossine naturali rare, possono sembrare dettagli da romanzo di spionaggio. Eppure, nel contesto del putinismo, appaiono fin troppo coerenti con un modello già visto. Putin…